La Mia Esperienza

La ricerca della gravidanza per noi Donne “Nate Mamme”

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Mamme non si diventa: mamme si nasce!

Quando mi si chiedeva “Sei mamma?”, “Hai figli?”, “A che età vorresti diventare mamma?”, nella mia testa un pensiero si palesava tutto d’un tratto:

Io Mamma lo sono sempre stata. Io sono Nata Mamma.

Non importava se nella vita avrei avuto o meno dei figli. Sarei stata mamma a prescindere.

 

Questo blog è per quelle Donne che nonostante quello che il destino ha riservato loro, sono “Nate Mamme”.

Non importa se sei una lavoratrice nel pieno della sua carriera o una casalinga che cerca di tenersi in equilibrio tra lavatrici e fornelli. Quando l’istinto materno primordiale e atavico decide di farsi sentire con tutta la sua prepotenza, niente lo può più fermare.

Lavoro, amici, famiglia, vita sociale. Tutto passa in secondo piano quando quel bambino tanto desiderato non arriva. E’ come se avvenisse un corto circuito. Si spegne tutto. In primis l’entusiasmo, la gioia di vivere, la voglia di uscire e stare in mezzo agli altri. La vita di coppia ne risente inevitabilmente.

Compiere le piccole azioni del quotidiano diventa difficile: alzarsi al mattino, addirittura la spesa al supermercato può rivelarsi una zavorra. Fa male vedere le mamme con pargoli al seguito o quelle pance che si muovono felici tra gli scaffali.

Non si tratta di invidia o gelosia: è DOLORE allo stato puro. Il Dolore del vuoto, di una mancanza che niente e nessuno può colmare.

Nata Mamma vuol dire avere insito dentro di sé quell’istinto materno, più forte di qualsiasi altra cosa. Un aspetto così caratterizzante del proprio essere che a volte, se le cose non vanno fin da subito come dovrebbero andare, può arrivare a cannibalizzare altri aspetti della vita.

E’ sconforto ad ogni arrivo del ciclo, è dolore che non ti lascia dormire nelle notti infinite, è disperazione nel momento della diagnosi, è il peso sul petto che lascia senza respiro, è la rabbia che vorresti urlare, è qualcosa che non puoi controllare, è paura del futuro e dell’ignoto, è frustrazione, è stanchezza sia fisica che emotiva, è incredulità per qualcosa che da bambina non avresti immaginato, è smarrimento tra il peregrinare da un ospedale ad un altro, è panico (e al tempo stesso speranza) prima di iniziare una terapia che ci si augura possa arrivare a coronare il sogno, è ANSIA che non ti abbandona mai.

L’ Ansia è il fil rouge di questo infinito viaggio (da cui FecondANSIA): dal momento in cui decidi di concepire naturalmente o meno un figlio, al momento in cui riesci (o purtroppo anche no), al post partum.

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