La Mia Esperienza

Giocavo con le bambole

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E’ così che ricordo la mia infanzia: infiniti pomeriggi, soprattutto d’estate seduta sul fresco pavimento della cucina con le mie inseparabili Barbie (o simili).

Le paillettes, i lustrini e l’immancabile Ken. Una casa fin troppo perfetta, addirittura con ascensore interno. Barbie e Ken alla fine si baciavano sempre e non so come c’era immancabilmente un neonato che usciva da non so bene dove. Ma il mio obiettivo era compiuto. La famiglia perfetta, con una casa bellissima, l’amore, un figlio.

E ancora, rivedo la me di circa 30 anni fa, in vacanza con i miei mentre spingevo un passeggino con un bambolotto.

La mia voglia di maternità l’ho sempre espressa in ogni modo, con chiunque, cose, persone. Ogni situazione era l’occasione per tirare fuori il mio istinto materno.

Non so se l’ho ereditato da mia madre che da sempre ama i bambini. Sicuramente è qualcosa che ho sempre sentito fortissimo dentro di me.

Pur avendo due fratelli, continuavo a chiedere a mia madre una sorellina/fratellino più piccoli. Avevo voglia e bisogno di prendermi cura di qualcuno, di un piccolo esserino. Non a caso ripiegavo poi la mia necessità su animali di ogni specie.

Ricordo la felicità, l’emozione incontenibile quando all’età di circa 8 anni, arrivò un cuginetto.

L’ho amato fin dal primo giorno in cui è venuto al mondo. Sono sempre stata una persona molto “fisica”. Quando amo qualcuno lo dimostro molto col contatto.

Amavo tenerlo in braccio, cambiarlo, giocarci, fare con lui le piccole cose della quotidianità di un bambino.

Ricordo tutti i bambini/neonati che hanno fatto parte della mia infanzia. Li ricordi più degli amichetti di scuola o delle vacanze al mare.

Ecco: i bambini mi emozionavano. Mi facevano brillare gli occhi e mi calmavano.

Io che sono sempre stata una bimba iperattiva, scontrosetta, capricciosa e un pò lunatica.

Amavo stare con poche persone selezionatissime. Ma i bambini, soprattutto i piccolini li adoravo in modo assoluto.

Con loro mi trasformavo da bimba incontentabile e incontenibile in piccola Donna che amava prendersi cura degli altri. Mi sentivo una mammina, mentre in realtà ero io stessa una bambina.

Non sapevo ancora che futuro mi aspettasse dietro l’angolo, ma avevo grandi progetti per la ME adulta.

Non immaginavo ancora che sarebbe stata dura, però devo essere sincera: in cuor mio l’unico vero terrore era quello di non poter avere un figlio.

Ero consapevole che altri aspetti della vita potevano dipendere da me: un lavoro appagante, un amore travolgente. Ma l’arrivo di un figlio…sapevo fin da bambina che la natura avrebbe scelto per me.

E la cosa mi terrorizzava.

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